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di Martina Miglietta, Giulia Bruno, Eleonora Cazzorla, Angelica Tonini
(classi 2A, 2B, plesso "G. Abbate")
Tutor: prof.ssa Maria Rosaria Quarta
Il giorno 21 e 22 maggio noi alunni della 2B e2A abbiamo partecipato alle lezioni tenute dalla prof.ssa Quarta M. Rosaria, sull’inquinamento del mare causato dalla plastica.
Le lezioni sono iniziate con la proiezione di video dei fondali di alcuni oceani e mari (Atlantico, Mediterraneo, Adriatico…Ionio); abbiamo apprezzato la presenza di meravigliose creature di cui l’uomo non ha rispetto e spesso le uccide.
Abbiamo poi capito attraverso le spiegazioni del video del Fisico del CNR Valerio Rossi Albertini com’è fatta la plastica e come si formano le isole di plastica nel mare.
Esiste un’Isola nell’Oceano Pacifico, Handerson, patrimonio dell’Unesco dal 1998, che rappresenta il posto più inquinato del mondo. Attraverso le correnti arrivano rifiuti da tutte le parti, questo dato ci fa pensare che tutto il mondo è inquinato e che tutti abbiamo una responsabilità per ciò che sta accadendo.
E’ stato interessante scoprire che le plastiche occupano una percentuale maggiore rispetto agli altri inquinanti, nello specifico bottiglie, polistirolo, tappi, coperchi e mozziconi di sigarette.
Tutte queste sostanze impiegano anni per degradarsi e rappresentano un pericolo per i pesci che le scambiano per plancton e le ingeriscono e naturalmente anche per l’uomo che mangia il pesce Alcune plastiche soffocano i pesci, gli uccelli marini, le balene, le foche…
Sono state proposte varie soluzioni: la prima è usare plastica biodegradabile e fare la raccolta differenziata. Un giovane ingegnere Boyan Slat è stato l’inventore di“Ocean Cleanup”; ha progettato delle piattaforme galleggianti che convogliano le plastiche che poi sono pulite da plancton e la plastica differenziata.
Meritevole è anche l’iniziativa di un signore siciliano, Gianni di Pasquale, che nella spiaggia di Noto ha improvvisato una raccolta di mozziconi di sigarette pagando 1 centesimo a chi li raccoglieva.
In Giappone è stato scoperto il batterio mangia plastica.
Tutti noi possiamo contribuire adottando un buon comportamento in spiaggia:
Non abbandonando mai rifiuti di plastica, non buttando mozziconi di sigarette, non raccogliendo souvenir (conchiglie), non usando shampoo e bagnoschiuma
Esistono leggi severe per chi inquina e multe (300 euro per chi butta i mozziconi di sigarette a terra o in acqua).
La plenaria del Parlamento Europeo ha approvato definitivamente il divieto nell'UE di utilizzare gli oggetti di plastica monouso come i piatti, le posate, le cannucce, i bastoncini per palloncini e i cotton fioc, molto inquinanti, dal 2021.
La Puglia, dalla prossima estate, ha vietato l’uso della plastica sulle spiagge.
diventando la prima in Italia e dimostrando grande sensibilità per l’ambiente.
Terminate queste lezioni, mercoledì 29 maggio insieme alla prof.ssa Quarta ,ad altri prof..e al Biologo marino Prof.re Tiziano Pagliara siamo andato sulla spiaggia di Casalabate per osservare il tipo di inquinanti presenti.
Il Prof. Pagliara ci ha fatto notare i resti di plastica sparsi sulla spiaggia di provenienza varia, (tappi, frammenti di bottiglie, resti di giocattoli, pezzi di reti…) presenti sicuramente da tempo remoto.
Ci ha spiegato l’origine del corallo, della posidonia che durante l’inverno si presenta come”palle” marroni formate da fibre aggregate dal moto ondoso dette egagro pili.
Inoltre abbiamo trovato una tartaruga di mare morta; da alcuni dettagli il prof. ha detto che era stata ferita da un’elica e poi abbandonata sulla spiaggia.
Attraverso questo progetto ci siamo emozionati e meravigliati delle bellezze del mare; abbiamo scoperto creature marine e terrestri stupende che meritano di vivere e che l’uomo invece ferisce e deturpa. Abbiamo visto video e foto di:
cavallucci marini attaccati al cotton fioc, tartarughe impigliate nelle reti di plastica, delfini con la plastica in bocca, albatros con testa buste , spiagge sommerse da rifiuti.Recandoci sulla spiaggia dove trascorriamo, le vacanze ci siamo resi conto di quello che l’uomo abbandona senza rispetto.
Anche noi vogliamo avere la possibilità di continuare ad andare al mare e sicuramente possiamo contribuire a mantenerla pulita con piccole azioni quotidiane.
Fotogallery
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